venerdì 24 agosto 2012

Vendetta secondo natura


Non tanto il fatto che per ognuno di noi il destino serbi una strada a volte ben tracciata. Ma il come ci è dato di scoprirlo.

Josh era giovane ma dal padre ormai aveva imparato tutto. Il vantaggio dell’età lo rendeva anche più resistente sul lavoro. Svettava tra i campi veloce come il vento. Sapeva cavarsela con arnesi e armi usando tanto la mano destra come la sinistra. Al padre invidiava solo la conoscenza della natura: aveva cercato di approfondirla negli ultimi tempi soprattutto.
Lui, la natura, avrebbe voluto sempre proteggerla; così come ogni creatura che la rigenera con la propria esistenza. La fatica dei campi non gli impediva di conversare col padre che lo consigliava non solo su come rispettare Chauntea, ma di studiarla un giorno, appena avessero avuto la possibilità di farlo: ora si doveva portare a casa il pane e non potevano permettersi la mancanza di due braccia come le sue. Il ragazzo era cresciuto come un uomo giusto, d'arme e amore come il papà. Coltivava l'ambizione di un destino diverso da quello di una “famiglia” - almeno per ora!

Quella sera si sentiva in colpa per essersi invalidato il giorno prima disponendo una trappola per ratti - ultimamente se n'erano visti di notevoli dimensioni. Non vedendo tornare la propria famiglia in tempo per la cena, si decise di uscire: almeno la predica che si era preparato contro tutti, sarebbe servita a sfogare un po’ la sua frustrazione - pensò. Ma non andò così.

Josh individuò la madre accasciata sul padre, non seppe come reagire; tra la rabbia del ritardo e il divertimento di quell' erotico ritrovamento. Ma avvicinatosi, però, riconobbe la verità di quella scena raccapricciante. Il padre morto, pugnalato più volte e in maniera diversa alle spalle. Poi la madre: dissanguata dalle sue stesse lame conficcate dal ventre verso il cuore. Josh credette di sprofondare in un incubo senza fine. Poi fu la volta della pergamena insanguinata. Solo una cosa lo salvò dalla follia e lo fece distogliere lì per lì da quanto aveva constatato e letto. L'assenza del fratello da quella macabra scena costituiva forse una speranza per cui valesse la pena morire; più di quanto non lo fosse il compatimento o l'oblio di una famiglia in disgrazia per “incresciose” vicissitudini. Ma ora basta piangere. Voglio solo odiare, si ripeteva come per convincersi di una nuova missione che gli occupasse la testa sovraccarica di un lutto sul quale aveva già deciso di non avere il tempo di soffermarsi. Decise di seppellire i corpi ai piedi della grande quercia, dove le pieghe del tronco figurano un abbraccio. Durante gli scavi notò che qualcuno aveva volutamente rasato la zona di recente come per cancellare traccie del proprio passaggio. Ai suoi occhi, però, costui non si era adoperato in maniera sufficientemente competente. Decise comunque che se ne sarebbe occupato più tardi.

Giunta l'alba ancora in pensierosa veglia, prese le armi della madre e decise che sarebbe diventato il ranger più “naturale” dei Reami. E poco importava ora il come coadiuvare la missione col proprio credo: Madre Natura, infatti, sa essere inosservata, repentina, pericolosa, spietata, micidiale; mai per vendetta, però...